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Finalmenteeee!!!!!!   ..... dopo quasi un anno ci siamo ritrovati una quindicina, fra vecchi e nuovi amici pescasubbi, alle ore sette presso il parcheggio della Piscina dell'Acqua Calda a Siena, armati fino ai denti, con l'obiettivo di passare una domenica al mare in allegria. Questa volta sono arrivato ultimo,,,,, intendo dire dopo il Bolognesi, e non vi dico l'ilarità della cosa che lì per lì ha fatto non poco scalpore. Bene, bene è proprio così che si comincia.Il viaggio verso l'Isola Rossa all'Argentario, alla guida del superosservatore del codice della strada Andrea Del Santo, è scorso bene, ma talmente a bassa velocità che mi sono domandato se nel serbatoio aveva messo acqua ossigenata invece della benzina!!!  

 La discesa alla sassaia dell'Isola Rossa, lo sappiamo tutti, è piacevolissima, specialmente con la frescura della mattina. Poi viene il bello!! e lo sanno tutti quelli come me che ci sono stato innumerevoli volte e con tutte le stagioni: risalire al pomeriggio col sole ed il sacco sul groppone, i piombi ai fianchi, la fatica di tre o quattro ore in acqua e magari anche in carenza di zuccheri, e con qualche salsicciolo nello stomaco:  una vera tragedia!!!!!   .... e meno male che anche in quest'occasione nessuno di noi aveva kili di pesce da portarsi alle vetture.Infatti la pescata si è ben presto trasformata in uno slalom fra le varie eliche delle barche, barchette, gommoni e super mega yacht che a mano a mano hanno invaso la biaia dell'isola rossa, costringendo noi ed altri pescasub presenti a stare più attenti ai natanti che ai pesci. Paolino ne ha contate 38 solo nella zona del "mar morto", poi c'erano quelli davanti alla baia delle "cannelle". Un'altra tragedia!!!!!!Io, per parte mia, sono andato subito verso gli scoglietti affioranti oltre la parte più esterna, ma prima di me c'era già passato un battaglione di altri pescasubbi. C'hanno però lasciato un polpetto di nemmeno 500 grammi che ho comunque portato a Paola per l'insalata; più tardi e più profondo ho visto un bel dentice che però non ne ha voluto sapere di venire a salutarmi. Infine, nella stessa zona, ho incontrato Giacomino Butini alle prese col suo schioppo che non riusciva a colpire nessuna preda anche se questa si appollaiava sulla punta dell'asta. L'ho lasciato lì nel risciacquo a recriminare fra una bolla (moccolo) e l'altra e mi sono diretto verso il birillo dove avevo speranza di incontrare qualcosa di più serio. Poco dopo, arrivato nelle vicinanze della secca, l'ho intravista grazie ad una planata a mezz'acqua. E' sempre emozionante vedere questo roccione salire dalla sua base a -19/20 fino a -6  quasi in verticale, spaccato nel mezzo e con piccoli gradini a levante ed a ponente. Mi preparo per benino e scendo a -15 in una saccatura a forma di "V" del gradino. Sono immobile e sento i battiti del cuore via via rallentare; sto bene; aspetto.....aspetto ancora; un nugolo di castagnole sale dal basso e si posiziona in controluce. Aspetto ancora e mi illudo di vederle schizzare via verso il basso, ma non succede niente, anzi restano sospese belle tranquille segnalandomi l'assenza di qualsiasi pericolo. Risalgo con calma perchè so di avere il pallone sulla mia verticale, ma l'assordante rumore dei natanti in transito non mi piace e dopo altri quattro o cinque tuffi - non senza ansia - desisto e ritorno verso gli scoglietti.Sulla via del ritorno incontro Davide con un capponcello; lui pesca un po' più fuori e più profondo di me e lo lascio indisturbato non senza però controllarlo da lontano con lo sguardo. Proprio sotto il ciglio di fuori mi sovviene il ricordo di una tana dove diversi anni fa avevo arpionato una bella mostella. Ci ritorno e proprio mentre mi avvicino ad essa vedo due cerniotte scattare e fiondarsi all'interno; mi accosto con circospezione limitando al massimo ogni movimento; un saragotto mette fuori il naso e lo colgo con un tiro immediato. Lo estraggo e vado alla boa per prendere la torcia alla quale non ho rinnovato le pile...... porc...putt;;;; gggrrrrr....!!#####*****Torno all'imboccatura della tana, inizialmente orizzontale ma che poi scende e si perde vattelapesca dove. Vedo un pezzo di cernia; la coda e la pinna pettorale destra e la stimo intorno ai due kili, due kili e mezzo. Il resto del corpo è protetto da una serie di asperrità della tana. Mi sposto a destra ed a sinistra per cercare la testa, ma invano. Risalgo. Riprovo ancora, e lei è sempre lì, sicura della sua posizione inattaccabile. Quasi, quasi riconosco la sua capacità di difesa e la premio non sparandole. E' troppo brava e non si merita una fucilata.Si, è vero, ritorno a riva con le pive nel sacco, ma contento di aver rivisto un  animale a quote accessibili a tanti sub e che invece fino a pochi anni fa si potevano forse vedere solo con le bombole e che sopratutto il mare è ancora vivo anche se bersagliato dalle malefatte di chi si arroga il diritto di sfruttarlo senza alcun rispetto.La giornata si conclude con le solite batture e le solite risate, condite da un pasto che il buon Raffaele ha preparato per tutti noi, unitamente al vino offerto dal nostro Presidente Massiccio.

Cari amici pescasubbi,,,,,,, ciao alla prossima!!    Lucimar!!

 

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Pescate tra amici