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Ormai si sa, la primavera è la stagione del risveglio; è la stagione delle nuove proposte e delle nuove speranze.

Appunto ieri 24 ferbbraio, nonostante ancora febbraio, sembrava già primavera ed uno sparuto, ma fortunato gruppo di pescasub del GAS, effettuava la primissima uscita in barca per la pescata fra amici. Era stata scelta una zona bellissima, quella della costa del Parco dell'Uccellina (GR). Siamo partiti dal porticciolo di Marina e meno male che ci siamo sbrigati altrimenti le sbavature di "Tosca" (la cagna del Lachi) ci avrebbero innaffiato prima ancora di toccare l'acqua. La barca era la solita dell'uscita alle Formiche nell'ormai lontano maggio 2007, ed alla guida c'era il solito Luigi, che in tutto questo tempo, non solo non aveva tolto i residui delle vecchia coppale e tanto meno ne ha distesa altra nuova, ma ha messo in evidenza la tanta buona volontà ed ospitalità, come pure un po' di approssimazione e "fifa" nel gestire una tale imbarcazione piena di ospiti.

Con grande piacere abbiamo avuto con noi un ospite di "spessore", l'architetto Corrado Natale e la sua compagna Manuela e dopo un bel po' di tempo che non ci si vedeva, molti dei partecipanti hanno chiesto - fra le novità della Omer - il racconto di uno spigolone di oltre 5 kili preso poche settimane fa nei pressi dell'Argentario. Intanto, dopo una manovra doppia per il rifornimento - che avrebbe potuto essere fatto anche in precedenza - il legno inizia la navigazione. Sotto costa l'acqua è molto torbida, direi più gialla che verde, ma si sa, l'Ombrone vicino gioca brutti scherzi, anche se il bel tempo degli ultimi giorni faceva sognare trasparenze sarde. Ma il nocchiero punta la prua a S.O. ed in lontananza Corrado intravede una striscia scura e ci rassicura - lui molto esperto di quei luoghi - che all'arrivo avremo avuto di che vedere ben oltre la punta del fucile. La navigazione procede in allegria e l'aria frizzantina suggerisce consistenti coperture.

Da notare che Fabrizio, essendo di casa, è partito già con la muta indossata. Numerose immagini scattate dai fotoamatori presenti lo ritraggono infatti in tuta mimetica da combattimento simile a quella dei talebani. La costa del Parco Maremmano è davvero bella, illuminata dal un sole che via via diventa sempre più caldo, aiutato dall'assenza assoluta di vento tant'è che la superficie del mare rispecchia le rocciose coste a picco dai multiformi colori. Bellissimo!!! Superiamo d'abbrivio Cala di Forno ed arriviamo bel belli a Cala delle Cannelle. "Ci si ferma dov'é quella barca a vela!!" suggerisce Fabrizio a Luigi..... "ma non proprio così vicini, mi raccomando!!"... macché, come dire a un altro, e gli occupanti della vela che stavano in solitudine, mezzi nudi a fare i cavoli loro, non appena buttata l'ancora alla fonda, se ne sono andati in silenzio, ma credo di aver immaginato i loro pensieri fatti a voce un po' troppo alta. Nel frattempo un gommone rosso (quello di Massimiliano Volpe) che stava già pescando nella zona si sposta e lascia libera la zona a nord, proprio quella dove Fabrizio e Corrado di buona lena si dirigono. Io, invece, vado verso ovest, pensando di trovare 8/10 metri di fondo dove insidiare i pinnuti fra la roccia, la ghiaia e la posidonia. Raffaele si dirge verso sud rasente il basso fondo agguatando seppie e polpi. Lo Stade e Andrea invece hanno ancora da finire la colazione e si getteranno in mare un po' più tardi. Poco dopo il Volpe ed io ci incrociamo. Lui ha una cerniotta appesa al pallone e mi dice che nella prima zona ha preso due oratelle. Mi rincuoro perchè fin'ora io non ho visto nulla e sentendo queste parole, fra l'altro affidabili, mi sento ben carico e pronto a tutti gli eventi. Ci salutiamo e poco dopo col capo mezzo fuori dalla posidonia a circa 6/7 mt. intravedo un bel marvizzo ciliegio. Lo punto, ma si sposta e si mette di taglio entrando nell'alga. L'ho perso di vista ed invece di insistere, per non spaventarlo, risalgo e prendo nota che si trova vicino ad una chiazza chiara quadrangolare. Quattro o cinque atti respiratori e giù di nuovo: il furbastro si è spostato leggermente, ma non mi frega e lo inchiodo sulla ghiaia con un colpo preciso all'attaccatura della testa. L'arbastade non fallisce mai!! (Se non sbaglio io!!!) Anch'io ora mi dirigo verso sud, dove c'è Raffaele, ma un po' più in fuori.

L'acqua non è molto limpida e mi accorgo di un denticiotto - non sparabile - troppo tardi anche solo per osservare le sue mosse. Però il fondale è molto bello, alternato da grandi massoni appoggiati sulla ghiaia chiara e tanta posidonia rigogliosa come non ne vedo spesso nel livornese. In qualche tuffo un po' più fondo, ma mai oltre i dieci metri, mi si parano davanti pareti di fitte gorgonie arancioni e gialle con spugne e modeste colonie di parazoantus. Uscendo verso il fuori ne trovo una particolarmente fiorita. Mi fermo a guardarla dal basso verso l'alto e non ostante la poca trasparenza mi godo con gli occhi spalancati quel fascio di entusiasmanti colori.

Che bello il mare in primavera!!! .... e non solo per i pesci!! Faccio ancora qualche decina di metri in fuori. Entro dentro un materasso di posidonia; ho l'arbastade orientato ad ovest proprio mentre mi accorgo di un deciso incedere verso di me di una ragno di discrete dimensioni da nord verso sud in controcorrente. Cerco di non allarmarlo nel brandeggiare lo schioppo verso di lui e quando si sente in pericolo scatta verso la sua destra, scatta anche l'asta e sprofonda dentro l'alga assieme al pesce.

Secondo me il colpo dovrebbe essere stato dritto in testa, invece dopo essere fiondato su di lui ed estratto dal groviglio di alghe che avreva formato con le pazze scodate vedo che è proprio nel tre quarti posteriore, ma per fortuna attraverso la linea laterale: QUINDI E' TUTTO MIO!!!! Rincuorato dalla cattura di una predo di rango e sperando che gli altri siano stati meno fortunati di me inizio pian piano al mollare la tensione; provo ad avvicinare il pallone dello Stade e invece ci trovo Corrado che mostra mi un solo saragotto preso in tana e mi dice "bravo". Al che penso: "Io ne ho due e più belli, quegli altri "un'hanno preso nulla", vuoi vedere che questa volta vinco io e metto dietro nientepopodimenoche Corrado Natale!!" Detto fatto! Al rientro incontro un brancone di mugginotti gaggia d'oro che Corrado ha spaventato rasentanto l'acqua bassa ma che non ha visto. Corrono fitti fitti verso l'arbastade che riesce a fermarne uno con un tiro al volo che sorprende anche me. Le foto di rito concludono la pescata, seguita a ruota da un'eccellente pentolona di penne al sugo calde e corredata da pane casareccio con salumi e formaggi, vino rosso buono e poca acqua minerale.

Qui Luigi ha dato il meglio di sé offrendoci pure dolce e caffè. Un verso spasso!! Suggerimento finale per quelli che ci hanno snobbato nel non venire: CARPE DIEM GIOVANI !!!!! CARPE DIEM.

 

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Pescate tra amici