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Lucciconi agli occhi, pacche sulle spalle, saluti e sbadigli fanno da colonna sonora al ritrovo mattutino dei soci del GAS di questa tiepida mattina di Aprile, scelta per la prima pescata tra amici.
Dopo i rituali “me te che gomme ci monti sul 90?” oppure “maremma, mi sa’ che mi so’ scordato a casa la saponata”  e ancora “certo quella dell’altra sera in piscina c’aveva un culo!”, si fanno gli equipaggi e si monta in macchina per incamminarsi verso P. Ala; siamo già un discreto numero e qualcuno si raccatterà strada facendo.   
Giunti a destinazione rispondono all’appello in 13: lo Stade, il presidente, il Neri, il Bolognesi, i fratelli Orsolini, Raffaelone Miatto, Il Prof. Teo, il neopapà Lenzini, il perfido Elisi, Giacomino Butini e i due “stranieri” della formazione, gli oltreadriatichesi Aga e Andi.
Come al solito il piazzale del parcheggio è ben presto tappezzato di mute più o meno profumate, chiazze ribollenti di sapone, fucili spuntati, coltelli rugginosi e chi più ne più ne metta! I meno resistenti si infrattano dietro un albero per il “test antidoping” resosi necessario dopo il viaggio in macchina: nemmeno alla gita del Campansi!
Come al solito si da una sbirciata curiosa alle attrezzature: spiccano lo schienale del Bolognesi costruito riciclando le cinture di sicurezza della Panda, la muta mimetiche modello “El Alamein” di Aga, la Katana da Samurai di Andi e le ciabatte “antifurto” del Maroni.
Ci addentriamo sul sentiero che porta alla spiaggia di ciottoli; a destra i Porcelli e a sinistra la zona denominata del Sasso Quadro. Pronti, Via!!!
Gran parte dei partecipanti si dirige proprio verso gli scogli affioranti di fronte alla punta, zona famosa per le Spigole e ogni tanto per le Orate, che però oggi non ci fanno l’onore di presenziare.
Essendo agli inizi della primavera si vedono ancora dei succulenti Totani nuotare in poca acqua e proprio durante un aspetto me ne trovo due belli belli sopra un sasso; prendo la mira e zac, padella!!
Vengo sorpassato da Stefano Orsolini che mi frega sul tempo un tordo. Il duello è serrato!
Il Neri, il Bolognesi e il Maroni si spingono fino alla “pinna dello squalo” la caratteristica roccia che segna la fine dei porcelli, purtoppo senza trovare granchè.
Del lato opposto della spiaggia Raffaele, Giacomo, Andi e Filippo si litigano qualche Polpo e dei rarissi Tordi. Aga perde anche il fucile appena acquistato a saldo dalla ditta Maroni Olio d’oliva e attrezzature subacquee S.n.c., fortunatamente Teo lo recupera sano e salvo. Anche il Lenzini e Orsolini Jr. si devono accontentare di qualche polpo e una seppia.
Alla fine il “bottino” è magro (più o meno come al solito) e sancisce la supremazia dei tordi del Bolognesi, ma a quest’ora più che altro ci interessa…..il pranzo!
Ci dirigiamo al ristorante dove incontriamo la nostra segretaria Lara in vacanza da quelle parti e dopo aver preso posto diamo inizio al valzer di portate che divoriamo avidamente senza troppo guardare al galateo. 
Siamo molto stanchi e gli ultimi sprazzi di lucidità vengono spazzati via da uno spaghetto allo scoglio niente male e affogati nel bianco della casa, mentre nella sala si sentono echeggiare fra le risate storie del tipo: “mi ricordo una volta a P. Ala ci vidi un branco di spigole grosse così…”  
E come si fa a perdersi una giornata come questa!!??

STADE.

 

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Pescate tra amici