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Il corso d'apnea 2010 è sicuramente uno dei più riusciti degli ultimi anni. Il risultato è stato un bel gruppetto di ragazzi in gamba da cui sono scaturiti atleti che hanno raggiunto ottime prestazioni nelle gare di apnea indoor, ma anche persone appassionate di mare e simpatici compagni di viaggio.Da loro è infatti nata l'idea di utilizzare il ponte del 2 Giugno per fare una breve vacanza in barca a vela, visto che Duccio, uno di loro, è anche un ottimo velista.Ecco la cronaca, anzi, il giornale di bordo di questi cinque giorni.

 

1° Giorno, Mercoledi 2 Giugno 2010
San Vincenzo – Portoferraio. 20 miglia
Io e Stefano arriviamo nel primo pomeriggio al nuovo porto di S.Vincenzo sulla costa livornese, mentre Duccio, Lara e Pippo sono già sulla banchina che ci aspettano impazienti.  L'imbarcazione noleggiata è un Elan 37' da regata, barca veloce anche se un po' spartana. Caricate tutte le provviste e le attrezzature molliamo gli ormeggi alle 18:30.Ognuno prende il proprio posto: Duccio al comando, il sottoscritto come secondo, Lara capo cuoco, Stefano mozzo e Pippo palombaro di bordo (poi capirete il perchè).Il tempo è bello e la barca fila velocemente sull'acqua anche se ci sono solo 8 nodi di vento. Appena fuori dal porto incontriamo un branco di Delfini; nella tradizione marinara è segno di buon auspicio, speriamo!Dopo 4 ore di piacevole navigazione, un debole Maestrale ci conduce a Portoferraio dove attracchiamo al molo mediceo per passarvi la notte.

2° Giorno, Giovedi 3 Giugno
Portoferraio – Capo S.Andrea – Portoferraio. 22 miglia
Sveglia con calma e ricca colazione in porto, poi, dopo aver preso pane fresco partiamo per Capo d'enfola. Poco vento e mare calmo per cui si va a motore. Ancorata la barca ci tuffiamo per una breve pescata. Io mi dirigo verso lo scoglio della nave, l'acqua è cristallina e infatti riesco a scorgere sulla posidonia un branco di Corvine; ho in mano il nuovo fucilone Seatec, quale occasione migliore per provarlo. Effettuo una caduta sufficientemente silenziosa arrivando proprio sopra un pesce di mezzo chilo, prendo la mira e... zac, beccata! Il problema è estrarre l'asta che si è infilata nella radice della posidonia.Intanto Duccio e Pippo fanno pratica terrorizzando le occhiate sotto la barca.Rientrati in barca, Lara ci fa trovare il pranzo già pronto che spolpettiamo voracemente. Stanchi per la la pescata e appesantiti dal lauto pasto ci buttiamo in cuccetta, ma la siesta pomeridiana è rovinata da un breve temporale con raffiche a 16-18 nodi; giù dalle brande e tutti alle manovre per sfruttare il vento e attraversare a vela il golfo di Procchio in direzione Capo S.Andrea dove abbiamo programmato un calasole.Anche qui l'acqua è spettacolare come del resto il fondale. Mentre i ragazzi mettono in pratica i rudimenti imparati al corso battendo il sottocosta, mi allargo un po' e mentre sono all'aspetto sul fondo, becco un Barracuda per la cena; si direi che il nuovo fucile è preciso.Torniamo a motore verso Portoferraio dove sta arrivando Giovanni con il traghetto delle 11.00 da Piombino. Prelevato anche l'ultimo membro dell'equipaggio, andiamo a calare l'ancora nelle placide acque della rada sulla cui superficie si rispechiano le luci di fonda delle barche a vela.Il "Duccio e Pippo Show" si protrae fino a tarda notte: uno dell'Istrice e l'altro della Lupa (per chi non è di Siena, sono due contrade rivali!) si prendono per i fondelli con battutacce che ci fanno sganasciare nel pozzetto dalle risate!

3° Giorno, Venerdi 4 Giugno
Portoferraio – Pomonte – Fetovaia
Partenza di buon ora in direzione ovest, la nostra meta è Pomonte. La totale assenza di brezza ci costringe a procedere a motore, poi il golfo di Procchio ci regala qualche refola di vento che la nostra barca e il nostro abile Skipper, sfruttano al meglio.Oggi è in programma un'immersione sul famoso relitto dell'Elviscott, una nave da carico naufragata sullo scoglio dell'Ogliera nel '72.Arriviamo all'ora di pranzo, ma mentre stiamo per calare l'ancora... colpo di scena!Il fusibile del verricello elettrico si fulmina, fortunatamente Duccio "McGiver" non si perde d'animo ed esegue un provvidenzale ponticello elettrico... con un cucchiaino!Ancoriamo infine vicino allo scoglio, per pranzo pasta al sugo di Corvina e filetti di Barracuda!Dopo la pennichella pomeridiana ci mutiamo e scendiamo in acqua per visitare la nave affondata, già presa d'assalto da molti subacquei con bombole o senza, giunti qui in barca o a nuoto dalla vicina spiaggia.Ci divertiamo per un paio d'ore a compiere evoluzioni dentro e fuori lo scheletro del relitto. Mentre io e Giovanni esploriamo lo scafo adagiato di fianco sulla sabbia bianca, Duccio scatta alcune foto. L'immersione è sempre molto affacinante ma semplice vista l'esigua profondità, così tutti possono godere dell'entusiasmante e sinistro spettacolo.Nel tardo pomeriggio siamo in rotta verso Fetovaia e gettiamo l'ancora nel golfo di Barbatoia giusto in tempo per un bagnone e poi tutti a tavola per la cena in questo bellissimo angolo d'Elba.

4° Giorno, Sabato 5 Giugno
Fetovaia – Marina di Campo – Golfo Stella. 20 miglia
Stamani sveglia all'alba. Ho convinto tutti che "chi dorme non piglia pesci", così alle 6, io, Giovanni, Pippo e Duccio siamo in coperta alle prese con bottiglie di sapone e mute, sbatacchiando piombi sul pagliolo per la gioia di chi è sotto a dormire!Ci dirigiamo a nuoto verso punta Fetovaia dove riesco a scorgere molti Saraghi e un'Orata bellissima.Purtroppo il mio orecchio destro oggi non vuole proprio saperne di compensare e dopo qualche doloroso tentativo sono costretto ad abbandonare il campo. Quando arrivo sotto la barca vedo un Polpo nuotare sulla posidonia e già me lo vedo condire la pasta della sera, ma riuscire a scendere anche di pochi metri è un calvario; alla fine però lo "convinco" a salire con me a bordo!Montare in barca, togliersi la muta e trovare la colazione pronta è un lusso che mi sognerò per tutto l'inverno; Lara in questo è impagabile!Partiamo per il porto di Marina di Campo, i serbatoi d'acqua sono a secco e ne approfittiamo anche per mettere un po' di gasolio. La manovra è difficile per le raffiche a 15 nodi che scendono dalle montagne e battono il porticciolo ma alla fine riusciamo ad accostare senza colpo ferire.Mentre Stefano e Giovanni scendono per fare un po' di spesa, io, Duccio e Pippo ci occupiamo del rifornimento e qui accade l'episodio clou della vacanza: Mentre Pippo è intento a richiudere il tappo del serbatoio lo vedo rivolgeri a Duccio con un sussulto "nooo! m'è cascata la maniglia in acqua!" Duccio mi guarda sconsolato mentre io scoppio a ridere, poi tutti e tre ci troviamo attaccati alla battagliola a contemplare la maniglia sul fondo. E' li, in soli 3 metri d'acqua, ma siamo in porto; che facciamo? Rapida riunione in pozzetto e poi scatta il piano, avete presente i pinguini del cartone animato Madagascar? Mentre Duccio rincoglionisce il personale in banchina con delle improbabili "supercazzole" , io faccio da palo ed il palombaro di bordo Pippo, indossata la maschera, scivola furtivo nelle limpide acque del porto e in pochi secondi è di nuovo a bordo con la maniglia; il piano è perfettamente riuscito!!Prendiamo di nuovo il mare a vele spiegate in direzione Punta Calamita, tentiamo una sosta ai Gemini, ma le raffiche rendono l'ancoraggio infido e scomodo, per cui andiamo a posizionarci a ridosso dell'alta parete del capo, proprio sotto lo scheletro della vecchia miniera. Pranzo reale a base di pasta al Polpo e pennichella pomeridiana nel tranquillo ancoraggio.Nel tardo pomeriggio ci muoviamo in direzione Golfo Stella, il vento è ancora sostenuto e alla pescata del calasole preferiamo una emozionante navigazione di bolina stretta con le falchette in acqua!Giungiamo in fondo al golfo mentre il sole tramonta dietro i monti dell'isola. Ci sono già molte barche all'ancora, così ci spostiamo in una vicina insenatura con fondo sabbioso, riparata dal Maestrale, proprio di fronte ad un piccolo arenile.Scendiamo a terra con il tender, sulla spiaggia deserta il mare ha portato molta legna, così ci viene in mente di accendere il fuoco e cenare qui. Mentre Lara prepara la cena, Stefano e Pippo approntano il bivacco e dopo qualche viaggio in tender ci ritroviamo tutti intorno al falò, riscaldati dal crepitìo scoppiettante della fiamma e dalla simpatia del gruppo.

5° GIORNO Domenica 6 Giugno
Golfo Stella – San Vincenzo. 30 miglia
Il viaggio volge al termine. Duccio ha calcolato che per rientrare a S.Vincenzo ci vorranno circa 6 ore di navigazione.Dopo colazione ci concediamo quindi l'ultimo bagno in queste splendide acque. I molti pesci che vedo mi mettono voglia di un'ultima pescatella sprint. Stefano mi fa notare che in mezzo alle occhiate nel cono d'ombra della barca, nuota una Riccioletta, così provo un tiro dalla superficie e... a pranzo carpaccio di Ricciola; quando si dice pesce fresco!A mezzogiorno capitan Duccio ci richiama all'ordine e a malincuore salpiamo l'ancora.L'assenza di vento ci costringe a procedere a motore, ma almeno abbiamo il tempo di pranzare in santa pace mentre a turno qualcuno sta al timone (automatico).Abbiamo l'occasione di ammirare questo bellissimo tratto di costa dove le capre selvatiche si arrampicano su scoscesi pendii e tutto intorno rimangono imponenti tracce di archeologia industriale, testimonianza di quando le miniere erano un'importante risorsa per l'isola.Entrati nel canale di Piombino ritroviamo un fresco Maestrale che ci permette di arrivare a vela fino al golfo di Baratti. Entriamo in porto a S.Vincenzo alle 18,30, in perfetto orario sulla tabella di marcia.Mettiamo piede a terra dopo cinque giorni di tempo bellissimo, mare turchese, panorami mozzafiato e tramonti struggenti con il continuo buonumore e la divertente compagnia di un equipaggio che di meglio non si poteva chiedere e ovviamente ci lasciamo con la voglia di ritrovarsi al più presto per un'altra emozionante avventure, chi ama il mare ci segua!

Alessandro Staderini

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