Home Attività Pescate

Non erano ancora le sette e, come promesso, ero già sotto l'uscio di casa di Davide. Anch'egli, insolitamente puntualissimo, è salito sul Doblò e ci siamo recati all'appuntamento classico nel piazzale della Piscina dell'Acqua Calda per primi. Andrea e Salvatore sono arrivati poco dopo e successivamente Francesco e GianClaidio; Gabriele ci aspettava per strada. Ho offerto il vano del mio furgoncino quale bagagliaio sociale, in modo da ridurre a solo due i mezzi di trasporto utilizzati, poiché, visti i prezzi del gasolio, il risparmio non guasta mai.
Giunti a Porto Santo Stefano abbiamo avuto la conferma che, pur essendo la prima domenica di tempo decente, l'affollamento di turisti è già marcato e che i parcheggi per chi deve varare mezzi nautici all'alaggio pubblico sono sempre più scomodi e distanti. Sembra incredibile come le Autorità locali vogliano rendere sempre più difficile la frequenza di  natanti gestiti da privati !!!
La voglia di mare era tanta ed il gruppetto scalpitava nell'attesa di vedere dalla parte alta della strada costiera come si presentava il mare dopo le sburianate che durante gli scorsi mesi non ci hanno mai lasciato in pace. Non appena giunti in vista della baia dell'Isola Rossa ci siamo fermati sul crinale della rupe e subito è uscita la voce di Francesco e di Salvatore: "E' pescabile !!! .... si vaaaaaa !!!
Io e Davide ci siamo guardati negli occhi con un interrogativo grosso così, e fidando sia sullo spirito non agonistico dell'uscita, sia, e sopratutto, sulla necessità fisica di una boccata d'aria, abbiamo annuito alle brame dei giovani virgulti carichi di energia.
Recarsi alla sassaia dell'Isola Rossa al mattino, si sa, è sempre facile perché il viottolo è in discesa e immerso nel verde oltre che nella frescura mattituna, ma le copiose piogge ne hanno trasformato il fondo provocando scoscesi gradoni che hanno messo a dura prova i tendini delle nostre caviglie. Poi al ritorno, in pieno pomeriggio, è tutt'altra cosa.
La vestizione è sempre piacevole poiché alcuni hanno nuove e nuovissime attrezzature da mostrare a tutti gli altri. Ha fatto scalpore il bel fucile di Salvatore, tutto in listelli di legno totalmente autocostruito, anche nel meccanismo di scatto; un vero gioiello che in mani del costruttore, fresco del corso di apnea, è forse tanto, ma che comunque ha messo in evidenza la determinazione e le indubbie capacità  di questo nuovo adepto alla nostra disciplina.    .......... Benvenuto di cuore !!!!!
Un  "nooooooooooooo!!!!!" si è alzato all'improvviso; nel borsone di Francesco mancava la giacca lasciata a Siena,  e pertanto per lui non è stato possibile immergersi. 
Tutti hanno esclamato: "peccato,  ma com'è possibile che uno come te abbia fatto una simile stupidaggine!!" ma dentro di sé, quatti quatti hanno pensato: "meno male ......... uno di meno!!". Qui lo dico e qui lo nego, ma vi conosco bene, grandissimi "figli'endrocchie"!!!
Comunque va riconosciuto che molto sportivamente Francesco si è "forzatamente" prestato a fare da guardiano a tutte le attrezzature e vettovaglie lasciate sulla sassaia. Qualche foto è stata fatta e poi tutti a bagno.  Le previsioni mie e di Davide si sono presto avverate: la visibilità oscillava da 1,5 a 2 metri e man mano che ci si allargava andava via via peggiorando. Ho fatto un giro lungo la scogliera a nord nell'intento di vedere qualche mugginotto nell'aqcua bassa: nulla; qualche polpetto: nulla; qualche saragotto: nulla. Dentro di me sono tornate in mente le recenti immagini della gita in Sudan, dove fra branchi di carangidi, squali e barracuda e quant'altro mi sono rifatto gli occhi e starò bene chissà per quanto tempo. Dopo circa due ore senza vedere una coda, mi sono trovato vicino a Davide che stava sommozzando un po' più fuori di me e che nemmeno lui aveva visto nulla. Nel tornare indietro mi sono imbattuto in un tordo pavone a cui normalmente non sparo, ma giusto per mantenere il senso della mira, l'ho fulminato con un tiro preciso in testa. Mentre risalivo ho visto un polpotto fare capolino dalla sua tana; ho lasciato andare il pedagno, visto che dalla superficie sarebbe stato molto facile perdere il punto, e poco dopo era nello spillo.
La pescata per me era finita lì. La noia si faceva sentire in fondo alla mente poichè ogni altra sommozzata dava la conferma che con un torbone simile tutto l'ulteriore l'impegno sarebbe stato vano. Invece Davide, pur vittima come tutti gli altri del torbone, ha incontrato per ben due volte una lecciotta stimata 3 o 4 kgs. che dopo avergli fatto, prima vedere la coda, ha girato ed è tornata sui suoi passi puntandolo decisamente. E lui, colto all'improvviso, non è stato capace di fermarla, poichè, come si suol dire nel livornese, "l'ha sparata in testa ed invece l'ha presa nel c....lo !!!!"
La cosa lo deve aver depresso decisamente, poichè a differenza di tutte le altre volte, è uscito dall'acqua quasi un'ora prima del previsto. Chissa perché !!
Un'altra nota positiva della giornata è stato che al ritorno è venuta a trovarci la famiglia Lachi, Tosca compresa, che è venuta a salutarmi mentre uscivo dall'acqua e mi ha anche omaggiato del bacio della Miss.
Come sempre la giornata è finita con panini al formaggio, salame e prosciutto e tante risate, oltre che la porchetta gentilmente offerta da Morena e Fabrizio Lachi e con la promessa di rivedersi in mare fra una quindicina di giorni, meteo permettendo
Un caro saluto a tutti, partecipanti e non.