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di Antonio Montomoli

 

Tempo grigio ed improvvisi rovesci d’acqua accompagnano il mio viaggio mattiniero da Pisa a San Vincenzo. Giunto quasi a destinazione, un posto di blocco dei vigili mi informa che la strada è chiusa: stanno allestendo le tribune per l’arrivo del giro di Italia. Allungo da Venturina ed arrivo a destinazione alle 7.30. Un ennesimo esempio di come convenga sempre partire per tempo.

 

Circa trenta atleti si sono dati appuntamento al porto di Baratti, dove, espletate le operazioni di iscrizione e vestizione, saliamo a bordo delle barche messe a disposizione dalla buona organizzazione coordinata dal Mancio (Stefano Manciulli). Intanto viene avvistato un delfino, che entrato quasi nel porto, rende ancora più affascinante lo scorcio del golfo.

La gara inizia alle 9 in punto con partenza dal centro campo, situato davanti alla pineta di Rimigliano. Ci buttiamo in acqua e ci accorgiamo che non sarà una gara facile vista la scarsa visibilità nella fascia dei 15 –16 metri. La maggior parte degli atleti si dirigono a sud verso lo Stellino, ed i sub si immergono fianco a fianco rischiando di imparruccare le sagole.

Presto i concorrenti si distanziano e Davide mi è accanto. Faccio una serie di tuffi per rompere il fiato, come sono pesanti sette chili da portare in sù! Dopo una mezz’ora avvisto un bel tordo fermo nell’alga. Risalgo, riprendo fiato e mi immergo nella zona, il pesce si muove, io rallento e lo fulmino con la fiocinetta. Intanto si sentono le imprecazioni di qualcuno che ha padellato un dentice “appoggiato”. Dopo poco prendo un secondo tordo, è al limite del peso. Nel frattempo la giornata si è trasformata ed il cielo è sereno con un bel sole, vai, ora escono i tordi penso tra me e me. Infatti, in una successiva discesa, trovo un altro tordone, ma gli sparo al limite col sessanta e lo manco. Sarà un errore caro.

 

Dopo aver pinneggiato speditamente verso la zona buona, affiancato da Michele, incominciano ad intravedere alcuni bei sassi, ma accade l’imprevisto. Una barca dell’organizzazione ci avverte che il medico di gara si è sentito male per cui la gara va sospesa. Sono passate le canoniche due ore che rendono la gara valida, e qui iniziano le scommesse: chi avrà più pesci? Chi è stato più svelto degli altri, ma non necessariamente il più bravo?

Michele sale in barca con me e racconta di aver attirato all’aspetto un bel dentice, che però è fuggito al rumore di un gommone avvicinatosi. Inoltre Michele spara male ad un gronco, colpendolo in bocca: ingaggia una lotta furiosa agguantando lo scivoloso animale che, però, si libera e scappa. Un errore caro anche per lui.

Rientriamo a terra, accompagnati dai racconti di pesca di un altro veterano che gareggiava negli anni settanta, con pesci di altri tempi. In porto vediamo che i carnieri sono piuttosto poveri, molti con una preda, ecco perché i pesci sbagliati costano cari. Davide ha anche lui due pesci, un sarago ed un tordo al limite (risulterà di 296 grammi). Mentre Fabrizio Lachi porta al peso un bel sarago di peso. La classifica vedrà Davide 11°, Fabrizio 12°, Michele 13°.

Il sottoscritto, invece, baciato dalla fortuna ha due tordi validi per 944 grammi in totale ed alla fine risulterà quarto.

Primo Marco Bemi con un carniere di muggini scoloriti, che hanno fatto mugugnare più di qualcuno, secondo il forte Della Spora con 4 pezzi, terzo Grassellini, che mi sopravanza grazie al bonus di 1000 punti per la preda più grossa. Quinto il veterano Ciampi con un sarago e sesto l’inossidabile Vella con un tordo.

Grazie ai piazzamenti dei tre atleti, il GAS Siena si porta a casa un’altra coppa come terza squadra classificata.

Gli atleti si danno appuntamento a Piombino il 25 maggio, dove molti si giocano le speranze di qualificazione al campionato di seconda categoria di Civitavecchia.

 

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